Intervento del capogruppo Bitonci

 

DICHIARAZIONE DI VOTO
SULLA QUESTIONE DI FIDUCIA
A GOVERNO LETTA

Signor Presidente, i senatori del mio Gruppo metteranno ora sui banchi un simbolo, e lo facciamo senza ironia. (I senatori del Gruppo LN-Aut poggiano sui banchi dei baschi militari). Sono dei baschi dei marò. Abbiamo ascoltato con attenzione le sue comunicazioni in Aula e, francamente, presidente Letta, deve spiegarci cosa cambia rispetto a ieri e perché ora dovremmo darvi la fiducia. Lei ha parlato sempre delle stesse cose. Nell'intervento di oggi, come in un Bignami, vi è il riassunto dei suoi interventi precedenti su riforme, economia e occupazione. Oggi si è spinto anche a prospettare una miniripresa economica che sta per arrivare. Ma chi volete prendere in giro? Il vostro è solo un tentativo di vivacchiare fino al 2015, con la scusa di superare il semestre europeo, sperando di depotenziare le opposizioni, e anche il suo segretario Renzi, che è smanioso di mandarvi a casa.
Il suo doveva essere un Governo delle larghe intese, doveva essere il Governo delle grandi riforme costituzionali: così è stato in altri Paesi europei. Doveva essere il Governo della svolta, del cambiamento, ma non è stato niente di tutto questo: è diventato il Governo a tutti i costi, e state inanellando tutta una serie di provvedimenti e misure inutili con fiducie ormai settimanali.


Sul versante interno è un vero disastro. L'operazione IMU si è rivelata un vero fallimento; avete preso in giro i Comuni virtuosi, quelli che non hanno aumentato le aliquote. Avevate promesso la compensazione con il Fondo di solidarietà. I cittadini saranno invece costretti a pagare parte del secondo acconto; avete tassato uffici, negozi e attività produttive con aumenti che arrivano anche al 500 per cento. La vostra è una patrimoniale: chiamiamola con il suo nome, perché questa è l'IMU sui fabbricati produttivi d'impresa, ed è una vera pazzia. Si colpiscono capannoni che servono a produrre reddito. Il reddito di impresa, signor Presidente, è già tartassato da IRES e da IRAP. Ci avete portato a una tassazione reale del 63,8 per cento, un record mondiale. 

Per continuare con i vostri record, che definirei assoluti: record di disoccupazione al 12,5 per cento (sono sei milioni, tra disoccupati e inoccupati); record esodati (sono 300.000, grazie alla legge Fornero che non siete stati capaci di cancellare); record disoccupazione giovanile (al 42 per cento); record dei giovani italiani emigrati all'estero (nel 2012 sono stati 68.000); record negli acconti di imposta (che superano il 100 per cento: è una contraddizione in termini, signor Presidente; dovevate chiamarli non acconti di imposta, ma furti di imposta); record nel costo della burocrazia (61 miliardi all'anno, e non lo diciamo noi della Lega, ma il vostro Vice Ministro); record dei fallimenti (9.900 imprese fallite quest'anno, il 12 per cento in più del 2012); record nella contrazione dei consumi; record nella diminuzione delle entrate dell'IVA (con una diminuzione pari 3,5 miliardi); record nel debito pubblico (134 per cento sul PIL, pari a 2.080 miliardi, secondo in Europa dopo la Grecia).


Per fortuna che lei, presidente Letta, parla di contenimento della spesa pubblica, con ben 800 miliardi di spending review, di vendite, anzi di svendita di patrimonio pubblico. Dopotutto presidente Letta, lei ha un buon maestro nel presidente Prodi, che con i regali ai privati ha svenduto anche l'IRI.. Presidente, abbia il coraggio di tagliare le pensioni d'oro, di tagliare del tutto il finanziamento pubblico, abbia il coraggio di applicare i costi standard che hanno sostenuto i nostri governatori di Veneto, Lombardia e Piemonte; e non solo in sanità, ma lo faccia su tutta la pubblica amministrazione, compresi i Ministeri, dove non applicate nemmeno il Patto di stabilità. Vedrà che non serve né Cottarelli, né spending review, ne taglio delle Province.


Segua la nostra proposta di riforma costituzionale approvata nel 2005, che avete fatto bocciare con il referendum del 2006. Ricordatevi, perché su questo avete la memoria corta, che in quella riforma c'era già il taglio dei parlamentari e il Senato federale delle Regioni. Ci ha molto deluso oggi, quando ha dichiarato la morte della Bicamerale per le riforme: quella poteva essere l'unica strada per farle. Fate delle proposte serie sul mercato del lavoro, cancellate la legge Fornero e aprite alla flessibilità. Il problema non è il contratto di lavoro a tempo indeterminato (grazie a voi in Italia solo il 17 per cento dei contratti lo sono), ma dovete incentivare l'alternanza lavoro/scuola che ha dato ottimi risultati in Germania. E poi basta, basta con i contributi a Roma Capitale: altri 200 milioni per ripianare i debiti, alla faccia dei Comuni virtuosi del Nord! Basta rifinanziare i lavoratori socialmente utili di Palermo, Napoli e della Calabria.


E basta con gli annunci dannosi: nel 2013, fino ad oggi, sono 42.000 gli sbarchi; tutto questo grazie agli annunci buonisti e dannosi sulla cancellazione del reato di immigrazione clandestina e sullo ius soli. Basta con le amnistie, gli indulti e gli svuota carceri! Ministro Cancellieri: i carcerati non hanno bisogno di imparare a tirare a segno o a dare di boxe; lo sanno già fare meglio di tutti noi. C'è bisogno di regole certe, di pene certe, di nuove carceri e maggior sicurezza per i cittadini. Su questi temi faremo ogni tipo di battaglia, dentro e fuori il Parlamento. Sul versante estero, un altro disastro completo: avete chinato la testa al fiscal compact e ai vincoli europei. Avete permesso al commissario europeo Olli Rehn di entrare nel merito degli emendamenti della legge di stabilità. Inoltre, mentre la Germania raggiungeva il record degli investimenti in ricerca e sviluppo, per un importo pari al 3 per cento del PIL, lei, Presidente, si vanta di non avere superato il 3 per cento del deficit! Questa è la realtà: loro comandano e noi ubbidiamo e basta!


Presidente Letta, la gente non vuole l'euro, non vuole questo euro, che ci è stato imposto ed è stato un fallimento. La gente vuole l'Europa dei popoli, non delle Nazioni, un'Europa alle autonomie, un'Europa che difende i nostri prodotti e che non accetta la concorrenza sleale di prodotti come la «Mozzabella», il «Prosekko» e il vino solubile norvegese liofilizzato. La cosa peggiore è che vi siete dimenticati non solo i poveri, non solo le imprese e tutti gli italiani in Patria, ma anche i nostri soldati, i nostri marò, abbandonati in India al loro destino. È inutile che se la prenda con la Lega: non c'è nessuna ironia, anzi: abbiamo oggi appoggiato sui nostri banchi il simbolo di chi si sta sacrificando - il basco dei nostri marò - e voteremo con convinzione la sfiducia al vostro Governo: un Governo che ha portato l'Italia nel baratro.