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A forza di differimenti sul bilancio ormai finisce anche l'anno 2013.

L'Amministrazione avrà il coraggio di dirci che i conti del Comune sono talmente a posto da avere anche quest'anno cospicui avanzi di bilancio. Ma i Comuni, purtroppo, non sono aziende.

I Comuni non devono fare utili, perché l'avanzo non è un utile.

Il bilancio dei Comuni è di tipo finanziario e non contabile, è strutturato secondo criteri di competenza mista, e se la risultanza è un avanzo significa proprio il contrario di quello che vogliono farci credere. Un Comune ha il dovere di chiudere i propri conti con un risultato il più possibile vicino al pareggio.

In caso contrario, la maggioranza non ha agito con correttezza amministrativa. In caso di ingenti avanzi, i casi sono due: o si è sbagliata la previsione e ai cittadini si è chiesto più di quanto necessario oppure non tutte le risorse sono state spese, lasciando taluni bisogni collettivi insoddisfatti, e magari demandati al futuro prossimo.

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Vedi il Piano delle Opere pubbliche ad esempio: dove è finita l'area da 40.000€ a Collicello?

Dove son finiti i 150.000€ per la sistemazione del ponte Rialto?

E dove i 120.000€ dal 2009 per il risparmio energetico nella casa di riposo?

Cosa stanno facendo, il gioco delle tre carte?

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Ora spuntano come promesse un parcheggio da 250.000€ in centro storico, magari non avendo ancora individuato l'area, e 100.000€ per un parcheggio a San Gaetano (ma è proprio necessario visto che alla proposta, gli abitanti han risposto solo in 2 ???).

Il Comune non è un'impresa, ancora purtroppo sottolineiamo, dove se si risparmiano delle risorse, queste potranno essere utilizzate in futuro. Se un Comune non spende tutte le risorse di cui dispone e ne risparmia una parte, non potrà spendere tali risorse in futuro. 

Quindi l'avanzo di amministrazione non è l'utile di un'azienda privata: il sindaco non accumula dobloni nel suo forziere, ma predispone un bilancio che possa gestire anche gli imprevisti e le difficoltà nella riscossione tributaria, che in un momento di crisi e volatilità delle imprese e il turnover dei residenti, rende difficile garantire le entrate derivanti da fiscalità.

 

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Comunicato del 2 settembre 2013 

L’articolo 8, comma 1 del decreto legge 31 agosto 2013 n. 102 ha previsto quanto segue:

"Il termine per la deliberazione del bilancio annuale di previsione 2013 degli enti locali, di cui all'articolo 151 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, già prorogato al 30 settembre 2013, dall'articolo 10, comma 4- quater, lettera b), punto 1), del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, é ulteriormente differito al 30 novembre 2013."