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Sfiora i 70mila euro la maxi vincita registrata martedì sera al Caffè Rialto di Valstagna. Il vincitore, sulla cui identità è mistero, ha scelto di giocare al Lotto sulla ruota di Milano investendo due euro sull'ambo, un euro sul terno e cinquanta centesimi sulla quaterna, centrando sei ambi, quattro terni e una quaterna giocando i numeri 8, 63, 80 e 89.

Una combinazione vincente che gli ha fruttato ben 67.210 euro, la più alta vincita mai registrata al Caffè Rialto come conferma Maria Satto, titolare dello storico bar assieme al marito Antonio Cardascia: «In ventidue anni di attività e da quando abbiamo preso in gestione il Lotto non avevamo mai potuto festeggiare per una vincita così alta. Non sappiamo chi sia il vincitore o la vincitrice - prosegue Maria - ma siamo speranzosi che questi soldi siano andati a chi davvero ne ha bisogno. Da noi sono molti i clienti abituali che periodicamente giocano uno o due euro tentando la fortuna ma di tanto in tanto passano anche "foresti" che si fermano per un caffè, giocano e via. Di questi tempi, comunque, notizie del genere servono e sono davvero felice se penso che questi soldi magari potranno dare un po’ di serenità a qualcuno che ha perso il lavoro o che si trova in difficoltà».
Speranze condivise con l'intero paese, scosso in queste ultime settimane dalle vicende che hanno toccato una delle ditte storiche del territorio, la ex Lametal di Oliero il cui futuro prossimo è oramai orientato alla chiusura definitiva dei battenti: «Non sappiamo davvero chi abbia baciato la Dea Bendata - aggiunge Maria Satto - ma ogni tanto le buone notizie arrivano anche qui».
E scatta il totovincitore: c'è chi ipotizza che possa trattarsi di una persona di 51 anni (63 potrebbe essere il suo anno di nascita) con due figli di 34 e 25 anni (80 e 89 gli anni di nascita) ma le congetture e le ipotesi lasciano il tempo che trovano e potrebbero comprendere infinite possibilità.
Al Caffè Rialto bocche cucite, in attesa magari che il vincitore, o la vincitrice, si faccia vivo magari con l'invio di una bottiglia di spumante per i titolari Maria e Antonio e per i clienti di un bar che rimane ancora oggi uno degli storici punti di ritrovo dell'intera valle.