Nuova derivazione idroelettrica. Oggi la decisione

VALBRENTA. Tribunale superiore delle acque

13/02/2013 giornale di vicenza

Nuova derivazione idroelettrica a Pian dei Zocchi, dopo il ricorsi presentato dalla Comunità Montana del Brenta, oggi dal Tribunale delle Acque di Roma arriverà la sentenza che stabilirà la leggittimità della concessione rilasciata alla ditta Crestani che al momento si riserva di intervenire in un secondo momento. Dopo 15 anni dalla richiesta di ripristino della derivazione, nel giugno 2011 il Genio Civile di Vicenza approvò la concessione per la derivazione, e presto arrivò la risposta dei Comuni di Valstagna, San Nazario e della Comunità Montana che si compattarono nella presentazione di un ricorso contro la Regione e contro la ditta Crestani, al Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma. In esso si richiede la sospensione del provvedimento di concessione. Uno dei punti cardini del ricorso si basa sulla mancata richiesta di valutazione di impatto ambientale, autocertificata dalla ditta Crestani nel 2010 a seguito di una deroga approvata dalla Giunta regionale del Veneto nel settembre del 2009, ma secondo il ricorso presentato al Tribunale superiore delle acque, successivamente appoggiato dall'associazione Acque fiume Brenta e dalla ditta Ivan Team di Valstagna, non vi erano le motivazioni per escludere le procedure di Via. Inoltre, le Amministrazioni fanno riferimento alla normativa del Piano di Assetto del Territorio Intercomunale della Valbrenta (Pati stipulato tra i sei Comuni con Provincia e Regione la quale prescrive “il divieto di costruzione di nuovi impianti o di recupero di impianti esistenti relativi alla captazione e diversione dell'alveo naturale delle acque a scopo idroelettrico”. L'applicazione di questa sola norma, a parere dei ricorrenti, parrebbe scongiurare la possibilità che la nuova derivazione d'acqua possa essere consentita. A queste motivazioni vengono aggiunte quelle ambientali e sociali, come il rispetto del deflusso minimo vitale, delle specie protette che vivono nel tratto di fiume, insieme allo sviluppo turistico e sportivo che si dichiara ogni anno in esponenziale crescita, con ovvi vantaggi sia per i paesi che per le attività commerciali. Secondo i ricorrenti questi diritti, eccellenze e risultati, guadagnati a suon di investimenti, con l'attivazione della nuova concessione potrebbero andare perduti. La sentenza di oggi stabilirà le sorti di questo tratto di fiume Brenta.

Francesca Cavedagna