Corlo


  • Sabato 06 Novembre 2010
  • SPECIALI,
  • pagina 23 Giornale di Vicenza

La richiesta di Angelo Moro, sindaco di Valstagna, al prefetto. «L'invaso deve poter contenere l'acqua delle intense precipitazioni previste nel week-end»

Passata l'emergenza dei giorni scorsi, quando Valstagna e la Valbrenta hanno rivissuto l'incubo dell'alluvione del 1966, il Brenta è tornato a livelli accettabili. La diga del Corlo, chiusa fino alle 16 del 2 novembre per non mettere a rischio i paesi della Vallata incrementando la portata del fiume, ora è stata riaperta per consentire lo svaso di una quantità d'acqua che consenta di riportare il lago ai livelli precedenti le grandi piogge dello scorso fine settimana ed essere dunque nelle condizioni di accogliere la maggiore portata in ingresso prevista nei prossimi giorni. 
«Il rilascio dell'acqua - commentava ieri il sindaco di Valstagna Angelo Moro - è ora pari a 110 metri cubi circa al secondo». 
Lo svaso era iniziato alle 16 del 2 novembre, dopo che il Brenta, che normalmente ha una portata di circa 35-40 metri cubi al secondo a livello di Campolongo, era sceso dalla punta massima di piena di 627 metri cubi delle 14 a 500 nelle due ore successive. In un primo momento lo svaso era limitato a 70 metri cubi al secondo, ma è stato portato a 110 quando la situazione del fiume è ritornata nei limiti di accettabilità. 
«Si tratta pur sempre di “Brentana” - raccontava ieri Angelo Moro - ma senza rischi incombenti. Sono però previste nuove precipitazioni. In via precauzionale, perché c'ero nel '66 e non voglio rivivere quei momenti, due giorni fa ho spedito un fax all'ufficio della Protezione civile della Prefettura di Vicenza, chiedendo al Prefetto di intervenire sulla dirigenza Enel responsabile delle manovre sul lago del Corlo». 
Nel documento, il primo cittadino chiede all'autorità competente di imporre il rilascio di una portata d'acqua tale da consentire il più celermente possibile lo svaso del lago allo scopo di ricreare le condizioni presenti prima delle precipitazioni straordinarie d'inizio novembre, in vista delle nuove intense piogge previste per il fine settimana. 
«Stanti le elevate temperature e la conseguente quota molto alta della neve - specifica Moro - potrebbe riprodursi la grave situazione verificatasi nei giorni scorsi». 
Non è ancora stato reso noto se la richiesta sia stata accolta dalla Prefettura, nonostante il sindaco chiedesse l'intervento immediato, affinchè il Corlo potesse trattenere un'ulteriore eventuale ondata di piena lungo l'asta del torrente Cismon. 
«Questo - conclude il sindaco nel fax riferendosi allo svaso - dovrà avvenire, se ritenuto necessario, con decorrenza pressoché immediata».
I contatti tra il primo cittadino di Valstagna e i tecnici dell'Enel responsabili delle operazioni sulla diga del Corlo continuano ad essere frequenti e regolari, nonostante non sia più prevista una comunicazione ufficiale continua sulla condizioni del lago. 
«Fino alle 12 del 3 novembre, quando la quota del Brenta è scesa a 430 metri cubi/secondi, - spiega Moro - ricevevamo un fax ogni due ore e ogni ora ci sentivamo telefonicamente per tenere sotto controllo la situazione. Ora il fiume si è abbassato e il margine, anche in presenza di uno svaso più consistente, è buono». Ch.B.