VALBRENTA/1. Approvato lo Statuto ma Paolo cavalli si dimette
Il consigliere di Valstagna: «Questo ente serve a salvaguardare il parassitismo dell'ex Comunità» Cimatti: «Questa riorganizzazione è positiva»

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Il primo Consiglio della nuova Unione montana

Avvio tra le polemiche per la nuova Unione montana. Il primo Consiglio dell'ente, che sostituirà la Comunità montana, si è aperto con le dimissioni del consigliere Paolo Cavalli, rappresentante della maggioranza del Comune di Valstagna. Prima di andarsene, Cavalli ha parlato di ennesimo fardello amministrativo di una Valle ancora divisa dai campanilismi e incapace di fondersi in unico Comune. «Io speravo che la Comunità montana venisse definitivamente chiusa - ha detto Cavalli - ma vedo che l'Unione ne sarà solo la brutta copia. Rossella Olivo, sindaco di Romano, è l'unico vero soggetto politico che ha dimostrato di aver lungimiranza nelle scelte, mentre voi amministratori e sindaci della Valle continuate nella nullità amministrativa, incentrata solo a salvaguardare il parassitismo che ha regnato in Comunità montana, noncuranti dello statuto che prevedeva, già 20 anni fa, l'unione e la fusione dei comuni». Le dichiarazioni hanno trovato la netta opposizione di tutti i rappresentanti dei Comuni (Bassano, Pove, Solagna, Campolongo, San Nazario, Valstagna e Cismon) chiamati ad ufficializzare il nuovo Consiglio e ad approvare le linee guida dello statuto, redatto e condiviso dagli stessi amministratori in diversi incontri preliminari, durante i quali non è emersa alcuna polemica. Il Consiglio è proseguito con l'approvazione all'unanimità tutti i punti all'ordine del giorno. È stata così fondata formalmente l'Unione montana della Valle del Brenta, che ha tra i suoi scopi l'esercizio associato delle funzioni e dei servizi fondamentali dei Comuni; la promozione dell'integrazione amministrativa volta a un miglioramento dei servizi al cittadino e alla diminuzione della spesa pubblica; e la promozione del territorio. «La riorganizzazione imposta dalla Regione non può che tradursi in un fatto positivo - ha detto Stefano Cimatti, sindaco di Bassano e presidente provvisorio dell'Unione -. Anche se Bassano è montana solo in piccola parte, siamo rimasti perché crediamo che la collaborazione sia alla base del progresso, e che sia importante dar voce a tutti. Le valenze del territorio si ottengono solo con il confronto produttivo». L'Unione montana si appresta quindi a potenziare servizi e risorse. «Lo statuto resta aperto a perfezionamenti - ha detto il presidente della Comunità montana, Luca Ferazzoli -, come il nome, la composizione della giunta (che potrebbe essere composta solo da sindaci o mista), insieme alle norme che decreteranno il trasferimento tecnico, economico e giuridico delle funzioni all'ente. L'Unione, dopo le elezioni del presidente, a settembre, sarà completamente attiva entro la fine dell'anno».

Francesca Cavedagna