SORGENTE DELL'ELEFANTE BIANCO 2004

 

tratto da http://www.prometeoricerche.eu/GIGI/Report/elefante_bianco_2004.htm

La prevista partenza per la sorgente dell’Elefante Bianco per il 10 di gennaio viene slittata per problemi di visibilità di una settimana. Il 17 ci ritroviamo con Jean Jacques, Cristina, Ennio, Fabrizio, Matteo, Marcello, Mauro, Naibo e Patrick alla grotta. L’intento è di rifare la topografia e continuare l’esplorazione. Anche se la visibilità non è delle migliori i lavori iniziano. La prima settimana passa veloce, la stesura del filo, qualche immagine video, fotografica, i rilievi topografici, e qualche problemino sulle attrezzature. Il giovedì Jean Jacques si ammala, ma continua a venire alla sorgente aggravando le sue condizioni, il sabato arriva il giorno della mia prima discesa nella zona fonda, oltre i -140m, ma al mattino violenti colpi di tosse mi fanno desistere di andare in acqua. La domenica sono a pezzi: tosse e probabilmente febbre. Jean Jacques decide di rientrare in Svizzera, io rimango confidando in un recupero miracoloso. Nel mentre sono partiti gli amici che ci hanno aiutato la prima settimana e sono arrivati i nuovi compagni di avventura: Domiziana, Fabrizio e Federico. Iniziano per loro le immersioni nella sorgente, il martedì non avendo avuto importanti miglioramenti decido di far recuperare le bombole a partire da -105m e di far fare una ulteriore pulizia dai fili rotti fino alla profondità di circa -75m. Giovedì mi faccio visitare da un medico che mi da tra i vari farmaci degli antibiotici. Il sabato parto verso casa.

Ritrovo il 7 febbraio per la annuale cena del Gruppo Grotte Giara, il giorno dopo domenica 8 iniziamo i lavori di riorganizzazione del campo.  E preparazione delle bombole di soccorso. La sera ci ritroviamo in un’interessantissima cena con Rick Stanton e Peter Mulholland. Lunedì immersione per posizionare le bombole di soccorso profonde. Martedì tentativo di andare a tirare filo, lo svolgisagola aspetta da 15giorni a -135m. Il tentativo fallisce a -105m per un problema all’erogatore che alimenta il circuito. Nel mentre la topografia della zona profonda avanza. Il giovedì scendo a -155m stendendo il filo. Il sabato è tutto pronto per il primo tentativo di esplorazione: con me porto una bombola da 20l e un maialino di soccorso che lascio a -140m. Raggiunto lo svolgisagola inizio a stendere filo a cavallo del maialino, raggiungo il limite della vecchia esplorazione, l’anno scorso riuscivo a vedere tutta la galleria ora sono costretto a stare vicino ad una parete per poter avanzare senza perdere tempo. Superato il limite dello scorso anno di una decina di metri mi ritrovo in cima a un pozzo, lascio il maialino e inizio a scenderlo, vedo il fondo ma il gas che sto respirando ha una PpO2 troppo alta, quindi raggiunti i -180m mi fermo dopo 23’, inizio la risalita. L’immersione dura in totale 390’. La domenica serve per risistemare la campana, ricaricare un paio di bombole e il lunedì sono già pronto per una nuova esplorazione. Il mattino mi serve per preparare le ultime cose, alla fine mi cambio e poco prima di mezzogiorno sono in acqua a scaldare con la respirazione il filtro del circuito. Parto, questa volta non devo trascinare nulla quindi sarò più veloce. Il cambio di tre gas diversi fa si che devo fare anche tre lavaggi del sacco polmone, ma poi raggiungo velocemente la sommità del pozzo. Lascio il maialino e inizio la discesa, preso lo svolgisagola raggiungo il fondo, sono a -184m attacco il filo su una delle poche asperità e inizio a pinneggiare. Percorro circa 30m di galleria raggiungendo la profondità di -186m, decido di iniziare il rientro, sono passati 26’ e devo ancora percorrere la galleria prima di iniziare la risalita. Inizio la deco a -150m fermandomi per 2’, poi via via fino ad arrivare alla campana, dopo una buona dose di ossigeno riemergo dopo 430’.

L’Elefante Bianco era ed è la sorgente valchiusana più profonda d’Italia e con la sua attuale profondità di -186m è anche una delle più profonde nel mondo.

Questa esplorazione è anche la più profonda immersione in grotta nel mondo, adottando un sistema a riciclo dei gas.

Profondità: -186m
Distanza dall’ingresso: 530m
Distanza percorsa oltre i -100m: 330m
Tempo totale di immersione: 430’

Consumi:

Bombola Bar Inizio Bar Fine Consumo Tipo %O2 %He Litri Note
20 lt 275 210 65 TRIMIX 8 78 1300 da -135 al fondo
e ritorno
20 lt 290 280 10 TRIMIX 5 80 200 Carico Gav e
perdite erogatore
7 lt 280 200 80 TRIMIX 12 64 560 da -105 a -135
e ritorno
7 lt 250 125 125 TRIMIX 16 56 875 da -36 a -105
e ritorno
5 lt 200 150 50 TRIMIX 31 31 250 da -50 a -36
10 lt 150 110 40 TRIMIX 46 27 400 da -36 a -21
5 lt 150 110 40 SUROX 62   200 da -21 a -12
40 lt 100 5 95 O2 Cloche   3800 Circuito Aperto

 

Descrizione della zona oltre -130m

La base del pozzo a circa -130m è ricoperta da massi di crollo, il passaggio che permette di proseguire l’esplorazione rimane di generose dimensioni è largo una decina di metri e alto circa 3m, da qui si scende rapidamente fino a -139m. Si ha l’impressione che la galleria ritorni indietro. Da qui in avanti per una trentina di metri di lunghezza fino alla profondità di -140m la galleria rimane sempre larga 10m circa ma diventa leggermente più alta 4-5m. In questa zona la roccia sebbene molto levigata ha diverse asperità sulle quali fissare il filo. Da -140m a -152m si percorrono 20m ( 410m dall’ingresso ) di galleria inclinata con diversi massi di crollo sul fondo. Da questo punto non ci sono più massi, il fondo è liscio levigato e diventa difficile fissare il filo. A -155m un inaspettato scalino naturale alto 30-40cm interrompe la continuità del fondo. La galleria mantiene le stesse dimensioni, serpeggiando a destra e a sinistra, a 480m dall’ingresso a -165m si apre un pozzo profondo 19m, largo 7-8m, lungo oltre 10m a forma triangolare. Sul fondo del pozzo a -184m qualche masso e di nuovo la galleria sembra ritorni indietro, qui la roccia offre diverse asperità per fissare il filo, le dimensioni si mantengono simili a quelle della galleria che accede al pozzo dopo 30m l’esplorazione finisce a -186m.

 

Ringrazio:
il Comune di Valstagna
Gli amici del posto: Ennio Lazzarotto, Claudio Costa e Gelio Costa, Robert Pontarollo e Oliver Wicman
Il Gruppo Grotte Giara Modon
Il Nucleo Vigili del Fuoco Sommozzatori di Vicenza
Acquatica, Best Divers, BTA Barnini

Gli amici che sono arrivati da lontano:
Jean Jacques Bolanz ( Svizzera )
Patrick Deriaz ( Svizzera )
Marc Vandermeulen ( Belgio )
Domiziana Troiani ( Italia )
Fabrizio Capaldo ( Italia )
Fabrizio Margherita ( Italia )
Federico Reggimenti ( Italia )
Matteo Diana ( Italia )

Gli amici che sono arrivati da vicino:
Claudio Carnello ( Italia )
Cristina Freghieri ( Italia )
Ennio Lazzarotto ( Italia )
Gualtiero Naibo ( Italia )
Marcello Ferretto ( Italia )
Mauro Bombardelli ( Italia )
Simone Piscitelli ( Italia )
Fabio Valenti ( Italia )