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Le origini dello stendardo valstagnese con il “leon da guera” sono piuttosto incerte. Il ricamo dorato raffigura il simbolo della Serenissima Repubblica di Venezia nella tipica postura dei possedimenti militari di confine, un leone pronto alla guerra con la coda alzata, la spada, il libro della pace chiuso e gli artigli sui domini di terra e di mare.
Sebbene tale raffigurazione sia nota fin dalla seconda metà del Trecento e l’acclamazione
“PER TERRA E PER MAR VIVA S. MARCO”
sia probabilmente parimenti antica, gli altri elementi indicano una fattura più recente. La frase
“TI CON NU, NU CON TI”
compare solo nel 1797 come giuramento dei cittadini di Perasto, quando le città dalmate e istriane di Zara, Spalato, Ragusa e Sebenico, di cui sono qui riportati gli emblemi, cadono sotto il dominio napoleonico ma mantengono fedeltà a Venezia. Il giuramento divenne celebre dopo la sua rievocazione da parte del D’Annunzio nel 1918 nella celebre Lettera ai Dalmati.
 
A Valstagna si pensa che questi elementi confluiscano in un documento del 1932 dove viene istituita la Magnifica Comunità Valligiana Canal di Brenta i cui rappresentanti, nella pubblica assemblea dell’associazione del 1937, espongono l’emblema del leone di S. Marco. Da allora lo stendardo è  rimasto in uso nel paese fino alle celebrazioni popolari e religiose più recenti (come il Palio delle zattere ad esempio).
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